Università: sperare contro ogni speranza

 

Cosa prevede il D.L. 112/2008, convertito con la legge n. 133/2008

  • Le Università possono trasformarsi in fondazioni di diritto privato.
  • Il Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università è ridotto di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per il 2010, di 316 milioni di euro per il 2011, di 417 milioni di euro per il 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dal 2013.
  • Il turn–over del personale a tempo indeterminato è fissato al 20% della spesa e delle unità pensionate per gli anni 2010 e 2011 (ogni 5 pensionati, un nuovo assunto), mentre sale al 50% per l’anno 2012.

Cosa potrebbe accadere

  • Le fondazioni universitarie, finanziate dai privati, potrebbero orientare le loro ricerche soprattutto nella direzione degli interessi dei finanziatori. Molti indirizzi di studio potrebbero subire gravi perdite.
  • Le Università, ricevendo minori finanziamenti da parte dello Stato, potrebbero diminuire i servizi agli studenti e, parallelamente, aumentare le tasse.
  • L’assunzione e la stabilizzazione dei giovani ricercatori potrebbe essere seriamente compromessa.

Il nostro giudizio

  • I tagli all’Università sono indifferenziati ed indiscriminati. Tutte le Università ed i corsi di laurea vengono penalizzati, poiché non si ha il coraggio di fare importanti distinzioni (ad esempio, di individuare le Università virtuose, come Perugia, e quelle viziose, premiando le prime ed evitando il collasso delle seconde con radicali cambiamenti di gestione). La meritocrazia così a lungo invocata viene messa da parte, in favore di un livellamento egualitarista al ribasso.
  • Non c’è ancora (o non viene esplicitata) una precisa idea culturale di riforma dell’Università. Il Ministro Gelmini dovrebbe esprimersi a questo proposito.

Dinnanzi a questo scenario, non vogliamo fermarci a riconoscere il rischio della morte dell’Università, né riteniamo di doverci limitare ad una protesta distruttiva o, viceversa, ad uno scetticismo impotente che si rassegni a subire i cambiamenti imposti. L’attuale situazione può aiutare ciascuno di noi a riscoprire il senso dello studio e la missione dell’Università. La nostra speranza sorge da un’esperienza: dall’esperienza del fatto che l’Università, pur trovandosi in questa grave crisi, può ancora essere il luogo della ricerca della verità e del senso della vita, nonché dell’educazione alla cooperazione per il bene comune. Altro che un posto di fannulloni!
In questa prospettiva, pertanto, bloccare le lezioni, la ricerca o le lauree sarebbe fin troppo superficiale, scontato e semplicemente autolesionista. Al contrario, condividiamo il metodo dei molti studenti che continuano a studiare ed a frequentare le lezioni (difendendo in tal modo ciò che si rischia di perdere). Stimiamo, inoltre, coloro che tentano di formarsi un giudizio personale sugli eventi, libero dalle logiche e dagli interessi di partito.
Nello studio e nell’approfondimento culturale, nella difesa dei diritti di tutti gli studenti, nell’amicizia di ogni giorno, ti invitiamo a condividere la nostra avventura in Università.

Student’s Office – Universitas

Cliccando qui è possibile trovare il testo della legge 133/2008 e del decreto legge 112/2008 a essa collegato.