Le non elezioni, ricorsi al T.A.R. e controricorsi: il dietro le quinte!

Le elezioni studentesche previste per il 21 e il 22 maggio scorso non si sono più svolte a causa dell’esclusione dalla competizione elettorale di quasi tutte le liste della destra e della sinistra, poiché la Commissione Elettorale Centrale non le ha ritenute conformi al Regolamento Generale d’Ateneo. Le suddette liste, appellatesi al TAR, hanno ottenuto nel giorno precedente alle votazioni la sospensione delle stesse. Per tutto il mese successivo abbiamo visto un continuo rinvio della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che invece di entrare nel merito del problema auspicava, nella figura del Presidente, una soluzione politica interna all’Ateneo.

In ballo non c’erano solo le elezioni degli studenti, ma a seguire anche le elezioni del Rettore, il cui mancato rinnovo entro Ottobre avrebbe esposto l’Università al rischio di commissariamento, con conseguenti danni economici sostanziosi.

Nonostante dai verbali della commissione elettorale emergessero i motivi di esclusione delle liste e sebbene alcune associazioni fossero riuscite a presentare le candidature senza errori, pur con un regolamento cavilloso, alla fine della storia tutte le liste sono state riammesse a seguito di una tanto attesa ordinanza del TAR.

Comunque a molti forse non interesserà tutta la faccenda. Ma se ci fosse anche solo qualcuno ad essere interessato a questi avvenimenti, noi saremmo contenti di raccontare tutta la vicenda nel dettaglio, sottolineando le esperienze trasversali che abbiamo vissuto e ciò che abbiamo imparato in questo periodo che è quanto giustifica il nostro non sentirci fregati (essendo noi una di quelle liste che non ha compiuto errori nella presentazione delle candidature).

Com’è possibile questo? Perché anche se tutto dice che abbiamo subito un’ingiustizia e non ha prevalso la verità dei fatti noi non cambieremmo una virgola di ciò che è successo?

Ogni singolo fatto accaduto ha permesso la nascita di tantissimi rapporti con persone, soprattutto appartenenti alle altre associazioni, che prima ci erano sconosciute. In tempi come questi, in cui l’altro è visto solo come un nemico o un avversario politico, noi possiamo dire con maggiore certezza che l’altro può essere una vera e propria risorsa. Il confronto, il dialogo con qualcuno che non la pensa come te può essere una possibilità di crescita personale e di miglioramento del luogo in cui si vive. Se negli organi in cui gli studenti lavorano ci fosse questa amicizia che abbiamo visto nascere a seguito della vicenda raccontata, le idee contrastanti non sarebbero più un ostacolo, ma il punto di partenza per costruire.

In secondo luogo molti al di fuori della nostra associazione hanno riconosciuto in noi un modo di agire che teneva conto di tutti i fattori in gioco, facendo passare in secondo piano anche possibili interessi personali. Una posizione così può nascere solo da una libertà di associazione, da un essere svincolati da partiti e ideologie ed essere invece legati al vero senso della politica: muoversi per il bene comune. Quando infatti le liste escluse hanno fatto ricorso, noi saremmo potuti entrare in causa con un controricorso, cercando di combattere per far vincere la giustizia. Questo però avrebbe voluto dire allungare i tempi della causa in atto e rischiare di far saltare elezioni degli studenti e del Rettore, con conseguente commissariamento della nostra Università. Abbiamo perciò ritenuto più giusto rimetterci alla sentenza del TAR, qualunque fosse stata, senza ricorrere poi in secondo grado.

Sono queste scoperte che generano la consistenza di ogni uomo, che non possono essere spazzate via da nessuna sconfitta amministrativa:

“Nessuno sa quando una qualsiasi palla di neve può provocare una valanga”, perchè “tutti coloro che vivono nella menzogna ad ogni momento possono essere folgorati dalla forza della verità”.

Il potere dei senza potere – Vàclav Havel

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