Carta dei Diritti, e tu che dici?

Nella seduta del Consiglio degli Studenti del 29/05/2014 veniva presentato all’Ordine del Giorno il punto n. 7, recante: Approvazione della “ Carta dei diritti degli Studenti”. Il documento in questione costituisce il frutto del lavoro svolto da un’apposita Commissione costituitasi in seno al Consiglio Studenti, formata da alcuni membri di quest’ultimo rappresentativi dei vari gruppi consiliari.

Il progetto della Carta disponeva all’articolo 56: “I rappresentanti degli studenti di organi centrali quali Consiglio di Amministrazione, Senato Accademico e Consiglio degli Studenti hanno diritto a due punti aggiuntivi sul voto di laurea, qualora si siano distinti per impegno, costanza e risultati conseguiti nella rappresentanza. La disciplina dell’eventuale conseguimento di tali punti è rimandata ai regolamenti interni di tali organi”.

Un nostro rappresentante, partecipando ai lavori di stesura della Carta, si dichiarava concorde con il disposto suddetto convergendo con gli altri Consiglieri impegnati nella commissione. A seguito della conclusione dei lavori sulla carta, tuttavia, ne è nata una vivace discussione all’interno della nostra associazione da cui è scaturita la nostra posizione favorevole con riserva circa l’articolo 56.

Riportiamo di seguito la dichiarazione di voto espressa dal Capogruppo Consiliare Student’s Office Pietro Aceto che esprime anche gli intenti dei Consiglieri Francesca Iobbi e Matteo Pedone:

Vorrei che la mia dichiarazione di voto venga messa a verbale e che venga esposta in Senato. Parlo in nome mio e dei Consiglieri Iobbi Francesca e Pedone Matteo.
Ci tengo innanzitutto a ringraziare la Commissione costituitasi in seno al Consiglio Studenti, per l’impegno profuso nello stilare questa Carta dei Diritti in quanto è un documento fondamentale per ogni Università, soprattutto per la nostra che ne ha sentito la mancanza per molto tempo.
Entrando nel merito, mi dichiaro favorevole all’intero documento ma con riserva rispetto all’articolo 56. La mia posizione nasce dal modo attraverso cui ho vissuto e vivo la rappresentanza, esperienza questa che mi ha portato a stare in Università come a casa mia. Per questo la mia attività di rappresentante è paragonabile a ciò che ognuno fa affinché la propria casa possa rispondere alle esigenze di chi vi abita.
Per tale ragione ritengo di non aver diritto a due punti aggiuntivi sul voto di laurea per l’impegno profuso nella rappresentanza, dato che non sento l’esigenza che quest’ultimo sia riconosciuto da alcuno e attraverso eventuali privilegi. Ciò che mi sta a cuore è rispondere a quelle esigenze che io in primis avverto e che mi accomunano a chi mi sta intorno. In questo modo l’Università non è più una fabbrica di esami o un posto dove seguire le lezioni e da cui fuggire il prima possibile, ma la propria casa.Perugia 29/05/2014

 

Pietro Aceto – Capogruppo del gruppo consiliare Student’s Office ”

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